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ASSOCIAZIONE CULTURALE

“NOMEN OMEN”

Nasce a Roma nel 2007 dalla collaborazione di artisti provenienti da esperienze professionali differenti e legati dalla volontà di realizzare progetti culturali comuni. In ambito teatrale, l’attenzione dell’associazione è rivolta sia al teatro per l’infanzia (con macroprogetti, ovvero spettacoli, e con microprogetti da realizzarsi in spazi scenici altri rispetto a quelli convenzionali, come le scuole), che alla realizzazione di rappresentazioni per un pubblico adulto.

 

 

 

PROSSIMAMENTE IN SCENA

Il Geco

Scritto e diretto da Fabrizio Ripesi e Tina Guacci
Con
Sara Andreoli , Carlo Cinque, Valeria De Angelis, Francesco D’Ignazio, Mario Lucarelli, Fabrizio Ripesi, Barbara Russo, Danilo Zuliani

Soggetto: Fabrizio Ripesi e Federico Mancini
Aiuto regia: Matteo Scarfò
Costumi e scene: Anthony Rosa
Ufficio stampa:  Francesco Caruso Litrico
Luci e audio: Mauro Buoninfante
MUSICHE ORIGINALI COMPOSTE  DAI FULL MOON

 


Dal 4 al 15 gennaio 2012
Ore 21.00 (domenica ore 18.00)
Al Teatro 7
Via Benevento 23 – Roma

BIGLIETTI:
Interi : € 16,00
Ridotti: € 13,00
Universitari, over 65: € 13.00
Gruppi da 10: € 11,00

Info e prenotazioni
064423636382
www.teatro7.it

www.facebook.com/geco.teatro

Gianni vuole ricominciare da zero . Giulia vuole rialzare la testa. Paolo dovrebbe cambiare donna. Cosimo ha deciso di cambiare “lavoro”. Quattro storie di tentativi di rinascita, otto personaggi che si scontrano con le loro debolezze e le volontà altrui, rendendo il percorso di rigenerazione complicato e tragicomico.  L’opposto di ciò che accade in natura. Il geco quando perde la coda se la vedrà rinascere nel giro di poco tempo. Perché si sa, la natura è perfetta, l’uomo no.



La nuova commedia della premiata ditta Ripesi-Guacci ci trasporta questa volta in quattro spaccati di vita quotidiana, in cui otto personaggi si trovano coinvolti in un modo o nell’altro in un momento di cambiamento e di evoluzione, a cui non riescono a rispondere in maniera lucida ed efficace.
A fare da sfondo a queste storie… un mucchio di oggetti abbandonati, in attesa di avere una nuova vita, proprio come i personaggi che, utilizzandoli, daranno anche a loro una nuova chance. Una commedia cinica, amara, a tratti grottesca, molto vicina alla nostra realtà quotidiana. Una commedia rock in cui si ride, si sorride, si riflette e con una punta di amarezza spesso ci si identifica.

TRAMA
Gianni (Carlo Cinque), squattrinato e senza casa, decide di ricominciare da zero, anzi, da sottozero, e si ritrova a condividere uno squallido seminterrato con un personaggio surreale , Paride (Danilo Zuliani), un posteggiatore abusivo che come unica compagnia ha…un calzino e la musica rock infernale proveniente dalla villa soprastante. Gianni nella sua misera valigia nasconde i fantasmi del passato, che non tarderanno a riaffacciarsi ostacolando la sua voglia di rinascita.
Nina (Sara Andreoli) è da tanti anni su una sedia a rotelle in seguito ad un incidente involontario provocato da sua sorella Giulia (Barbara Russo)  che, per sopperire ai sensi di colpa, la accudisce fino quasi a diventare una vera e propria infermiera personale. Quando Giulia decide di rialzare la testa e tornare a vivere, Nina si oppone a  questa rivoluzione familiare che la porterebbe a dover fare a meno dell’assistenzialismo a cui è ormai abituata. Nel momento in cui Giulia, dopo tanti anni,  si innamora e decide di invitare a cena il suo nuovo fidanzato, Nina è pronta alla sua controrivoluzione.
Paolo (Mario Lucarelli) e Marta (Valeria De Angelis) sono una coppia che, dopo dodici anni, non ha più nulla da dirsi. Le malattie psicosomatiche di Paolo ne rivelano il disagio, ma la paura di dover ricominciare e di rimettersi in gioco spinge entrambi a trovare delle “cure” temporanee, una sorta di accanimento sentimentale che non ha ragione di esistere.  E pur di non staccare la spina a quel rapporto oramai alla deriva, praticano le soluzioni più estreme, che li porteranno, inevitabilmente, a estreme conseguenze.

Cosimo (Francesco D’Ignazio) ha un dono, quello di prevedere la morte improvvisa e incidentale delle persone. Germano (Fabrizio Ripesi), suo fratello, ha cinicamente messo a frutto questa qualità. Quando improvvisamente Cosimo sembra aver perso il fiuto, Germano va in crisi e le prova tutte pur di tornare a “lavorare”.  La verità verrà presto a galla, e lo scontro tra i due stimolerà l’ingegnosità e l’arte dell’arrangiarsi di Germano.
 
Reparto N° 6

Adattamento teatrale di:
Susanna Gentili

Regia:
Danilo Zuliani
Aiuto Regia:
Alessandra Maccotta

Cast: in via di definizione

10 – 15 Aprile

La vicenda si ispira al racconto di Anton Cechov “Reparto n. 6”, ambientato in un manicomio criminale di fine ottocento, ma anche agli attualissimi fatti di cronaca che riguardano casi di violenza in carcere e alcune morti “sospette”.



Sinossi

Il medico di un reparto clinico penitenziario vive una crisi di coscienza, scatenata dagli attacchi verbali di un malato che lo apostrofa urlando dalle sbarre della sua cella. Per incontrare di nuovo il detenuto, il medico rompe il cerchio delle sue oziose e ventennali abitudini e si reca ogni giorno nel reparto che dirige, con grande sorpresa di colleghi e sottoposti. Durante le loro conversazioni il detenuto sferza il dottore con parole durissime, sembra conoscerlo meglio di chiunque altro, perfino del suo unico amico, l’avido e fastidioso direttore dell’ufficio postale, e dei colleghi, ipocriti e rozzi. Il detenuto smonta le accidiose teorie del medico sul valore della sofferenza, giustificazioni forzate con cui il dottore ha coperto a se stesso tanti anni di inattività e assenteismo ma gli fornisce gli attimi che più desidera: quelli passati a condurre una conversazione “intelligente”.
Sullo sfondo si muovono personaggi corrotti e bestiali: infermiere fannullone, agenti di custodia feroci, medici che falsificano cartelle cliniche, dirigenti che autorizzano crudeltà e percosse per gli ospiti più ribelli, che talvolta ci rimettono la vita.
Le frequenti visite del medico suscitano l’interesse dei colleghi che, gelosi del suo ruolo dirigenziale, ne approfittano per attuare la strategia della calunnia.
Così, molto presto il medico si ritroverà ad occupare il letto accanto a quello del suo nuovo amico e proprio per colpa delle sue abitudini, quelle più scontate come la birra e il tabacco, avrà un moto di ribellione e subirà il trattamento riservato ai malati più riluttanti alle sbarre.

TEATRO DA TAVOLA

Continuano le Cene Spettacolo
presso

Enoteca Acino Che Vola
Centro Culturale TiDirò
Ristorante Carpe Diem al Gianicolo

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Teatro da tavola
In bilico sull’orlo dell’amore
Un assaggio delle dinamiche di coppia di ieri oggi e domani
Con Danilo Zuliani, Sara Trainelli, Stefano Germani

In scena

POSTI LIMITATI

L’essenza maschile nella sua accezione più negativa. Dove la cultura e l’educazione ignorante e violenta si sposano con le insicurezze e si prendono una falsa rivincita verso colei che, avendo le stesse radici, subisce, fingendo con se stessa e con gli altri che la vita non può offrirle null’altro.
Nel profondo del loro animo entrambi conoscono la verità, troppo penosa per essere raccontata se non nell’intimità di loro stessi.
L’unica possibilità di crescita sono le generazioni future.
Purtroppo però, spesso per correggere un forte sbilanciamento se ne crea un altro altrettanto forte ma opposto.
La donna sicura di ciò che è e di ciò che vuole spaventa l’uomo che non si riconosce più negli insegnamenti del padre e non ha un esempio da seguire.
Lo scambio di ruoli, spogliato della violenza, diventa ridicolo. Una farsa giocata puntando i piedi per terra come i bambini per ottenere il riconoscimento del proprio essere che purtroppo sfugge ad entrambi.
L’armonia è possibile solo quando ci si abbandona totalmente all’Amore. I grandi poeti ce lo hanno insegnato.

S.P.Q.R.
Ovvero
Roma nei sonetti del Belli

Reading con Danilo Zuliani, Sara Trainelli, Stefano Germani

Regia: Danilo Zuliani

"Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che oggi è la plebe di Roma.
In lei sta certo un tipo di originalità: e la sua lingua, i suoi concetti, l’indole, il costume, gli usi, le pratiche, i lumi, la credenza, i pregiudizi, le superstizioni, tuttociò insomma che la riguarda, ritiene una impronta che assai per avventura si distingue da qualunque altro carattere di popolo.
Né Roma è tale, che la plebe di lei non faccia parte di un gran tutto, di una città cioè di sempre solenne ricordanza."

Così Giuseppe Gioacchino Belli presenta la sua opera "monumentale" dedicata ad un popolo e ad una città, Roma: vero connubio inscindibile.

Un'opera che non poteva non essere espressa nel linguaggio proprio del popolo ma che definire dialettale è sminuente.
Noi, attraverso i suoi sonetti, vogliamo restituire un'immagine realista del popolo e della Roma del tempo:
l'ironia, il rapporto con il potere, con l'amore.
Il tutto senza nostalgie folcloristiche alla "si stava meglio quando si stava peggio".
Anche perché l'attualità che emerge nei sonetti è talvolta sorprendente.
Il menù, studiato dagli amici de "L'acino che vola" è anch'esso frutto di una ricerca.
Un ricerca volta al recupero di pietanze cadute in disuso.
O meglio, di ricette che, seppur rimangono nella memoria hanno perso la loro denominazione.
Così per gli sfrizzoli e affettati che apriranno la cena, così per i tonnarelli al sugo garofolato, il cinghiale in agrodolce e il dolce che seguiranno.
Il tutto accompagnato da vino biologico dei Castelli Romani e dal pane artigianale da lievito madre.

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Rassegna Stampa e Notizie
Nuova Recensione Il Geco- Data : 13/01/2012

Il GecoTutte le storie sembrano arenarsi in situazioni senza via d’uscita; lo sviluppo drammaturgico vede intrecciarsi sullo stesso palco le coppie e le loro storie che si susseguono in un montaggio alternato di tipo cinematografico efficace e coinvolgente, mantenendo così lo spettatore costantemente in attesa degli sviluppi sempre imprevedibili.

Declinati con grazia ed intelligenza, gli intrecci risultano essere caratterizzati da dialoghi sagaci ed al tempo stesso profondi, grazie alla bravura della coppia di autori e registi Fabrizio Ripesi (anche interprete) e Tina Guacci, il tutto accompagnato dalle musiche originali composte dai Full Moon che ottimamente scandiscono i cambi scenici ed emotivi della narrazione.

Alla fine, ancorché i personaggi vengano descritti con le tipiche dilatazioni comportamentali che una commedia richiede, la sensazione è che in loro ci sia qualcosa che ci appartiene: come il senso di precarietà che ci pervade costantemente, accompagnato da un’analoga voglia di combatterla per rigenerarsi, proprio come la coda del nostro simpatico “Geco”.

Ecco allora che lo spettatore si confronterà con la storia del disperato Gianni, interpretato da Carlo Cinque, senza lavoro e senza una fissa dimora, che è costretto a condividere uno squallido sottoscala con Paride, interpretato da un ottimo Danilo Zuliani, bizzarro quanto inoffensivo posteggiatore che periodicamente si rifugia nei colloqui con il proprio calzino, visto, forse, come unico interlocutore affidabile in una società la cui spietatezza fagociterebbe senza alcun appello la sua ingenuità.

Il GecoPer poi passare alla tragica storia di Nina, interpretata da Sara Andreoli, che si trova da venti anni su di una sedia a rotelle a causa di un incidente procurato dalla sorella Giulia, interpretata da una sorprendente Barbara Russo, che presa dai sensi di colpa l’accudisce avvilendo sempre più la propria identità; ad ogni tentativo di indipendenza della generosa Giulia la sorella Nina non perde occasione per farle riemergere quei sensi di colpa mai sopiti, al solo scopo di non vedersi abbandonata.

La terza storia è quella di Paolo (interpretato da un ipocondriaco Mario Lucarelli) e Marta (interpretata da Valeria De Angelis, che alterna momenti di tenerezza e passionalità a momenti di freddezza e malignità), che dopo dodici anni di matrimonio saranno alle prese con le tipiche crisi di apatia affettiva; e tra ripicche e tentativi di riavvicinamento non trovano di meglio, per rinvigorire il proprio rapporto sentimentale, che affidarsi a rimedi che si dimostreranno peggiori della causa.

Fino ad arrivare all’ultima coppia, costituita da due fratelli, Cosimo (interpretato da Francesco D’Ignazio) che ha il dono di prevedere la morte improvvisa delle persone, e suo fratello Germano (interpretato dallo stesso autore e regista Ripesi) che tra tic e discorsi ossessionati, approfitta della capacità del fratello cercando di raccogliere cinicamente quanti più clienti possibili per la ditta di pompe funebri dove è impiegato.

Insomma tutte le storie sembrano trovarsi sull’orlo del precipizio, ma proprio quando tutto sembra volgere al peggio ecco che, come la coda del nostro simpatico geco, nasce in ognuno di loro, forse quale effetto inconsapevole dell’istinto di sopravvivenza, lo spunto per una rigenerazione collettiva che aprirà a nuovi orizzonti i percorsi delle nostre coppie.

Scritto da Dino De Bernardis

http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-tea


Recensione Il Geco- Data : 07/01/2012

UNA COMMEDIA TEATRALE IRONICA E DIVERTENTE CHE PRENDE SPUNTO DALLA REALTA': "IL GECO"

DI RIPESI & GUACCI

Una commedia teatrale divertente, ironica e cinica; a tratti, acida e grottesca, che prende spunto dalla realtà attuale tra crisi e precarietà, anche dei rapporti; tra disperazione e solitudine. “Il Geco” (è sempre una questione di coda), è composta da quattro storie intrecciate e montate felicemente dagli autori e registi Fabrizio Ripesi (anche interprete) e Tina Guacci, ma anche dagli otto attori, efficaci e affiatati al punto giusto, che si alternano sul palcoscenico in un’ora e mezza abbondante di spettacolo tra rimandi alla ‘commedia all’italiana’ classica e citazioni televisive contemporanee. Il tutto stando alla prima di ieri sera al Teatro Sette di Roma, anche perché - come si sa - ogni commedia che si rispetti, dopo il debutto, continua ad arricchirsi di giorno in giorno di particolari e sfumature che, comunque, non mancano, anzi.
Ecco le tracce delle storie, in ordine di partenza: il disperato Gianni (Carlo Cinque, corretto nel passaggio da vittima a carnefice), senza lavoro e senza tetto, è costretto a ricominciare da capo, e si ritrova a condividere uno squallido scantinato con Paride (Danilo Zuliani in grande forma), un surreale e innocuo posteggiatore abusivo la cui unica amicizia è… un calzino (parlante come un alter ego) e la musica rock assordante proveniente dalla signorile residenza soprastante.
Nina (Sara Andreoli) è da vent’anni costretta sulla sedia a rotelle in seguito ad un incidente stradale – secondo lei - provocato dalla sorella Giulia (Barbara Russo, entrambe camaleontiche) che, per sopperire ai sensi di colpa, la accudisce come una sorta di infermiera/schiava. E quando Giulia decide di ribellarsi e vivere la sua vita, Nina egoisticamente si oppone a questa rivoluzione familiare che la priverebbe dell’assistenzialismo a cui è ormai abituata.
Paolo (uno stralunato Mario Lucarelli) e Marta (Valeria De Angelis, ora amorevole e sensuale, ora fredda e perfida) sono una coppia che, dopo dodici anni di matrimonio, non ha più nulla da spartire. Le malattie psicosomatiche di lui ne rivelano il disagio, ma la paura di ricominciare e di rimettersi in gioco spinge entrambi a trovare delle 'cure' temporanee. E pur di non interrompere un rapporto ormai alla deriva, provano le soluzioni più estreme.
Cosimo (un Francesco D’Ignazio di sorprendente naturalezza) ha il dono di prevedere la morte improvvisa e/o incidentale delle persone. Suo fratello Germano (l’autore e regista Ripesi ne fa un gustoso compendio di tic e rabbia, di rancore e ripicche) sfrutta cinicamente questo suo 'potere' organizzando i funerali. Però all’improvviso Cosimo sembra aver perso il fiuto, anzi osa ‘salvare’ i probabili cadaveri; Germano allora va in crisi e fa di tutto pur di tornare a 'lavorare'. Ma la verità verrà a galla, e il conflitto tra i due non fa altro che alimentare l'ingegnosità e l’arte dell’arrangiarsi di Germano.
Infatti, sul finale tutte le storie si concludono nel segno della speranza - per fortuna è sempre l’ultima a morire -, perché gli otto personaggi, dopo aver accettato un drastico cambiamento nelle loro esistenze, si ritroveranno rigenerati, anzi rinati. Proprio come ‘il geco’ del titolo.
Una commedia corale che, fra comicità – incluso l’humour nero – e quotidianità, ci fa ridere e sorridere, ma anche riflettere e persino identificarci, perché sicuramente tra questi otto personaggi, solo apparentemente lontani da noi, troverete qualche caratteristica che – nel bene e nel male - vi appartiene.
Il soggetto della commedia è dello stesso Ripesi e Federico Mancini. L'aiuto regia è Matteo Scarfò, i costumi e le scene sono firmati Anthony Rosa, luci e audio da Mauro Buoninfante, e le musiche originali sono state composte dai Full Moon. Al Teatro Sette di Roma (via Benevento 24) fino al 15 gennaio alle ore 21.00 (domenica alle 18).

José de Arcangelo
inserito il 05 gennaio 2012

http://www.associazioneclaramaffei.org


TEATRO VALLE OCCUPATO- Data : 15/06/2011

Occupiamo il Teatro Valle per occuparci di ciò che è nostro.
È nostro come cittadini e come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte.

…Come cittadini vogliamo difendere il patrimonio artistico del Paese. Le politiche governative stanno dismettendo una
funzione essenziale che la Costituzione Italiana assegna allo Stato: la promozione e la tutela dei Beni Culturali.

Come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte vogliamo essere riconosciuti come interlocutori indispensabili
nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita.

Luoghi che dovrebbero essere destinati alla creatività e all’innovazione, dal Teatro Valle a CineCittà, hanno perso
negli anni la loro identità fino ad essere completamente smantellati o privatizzati. Sempre più la gestione delle risorse
comuni è inghiottita da meccanismi lobbistici e corporativi, in una logica da supermercato culturale.

Uomini e donne, impegnati nel mondo della cultura e dell’arte, assistono ogni giorno al ridursi degli spazi e delle
risorse necessari per continuare a svolgere con dignità il proprio lavoro.

Mobilitiamoci:

* Perché il Teatro Valle venga realmente destinato all’innovazione artistica con un respiro nazionale e internazionale
secondo la sua naturale vocazione, attraverso un progetto di assegnazione pubblico, trasparente e partecipato.

* Per chiedere con forza un’assunzione di responsabilità da parte del soggetto pubblico e una ridistribuzione delle
risorse più equa e trasparente.

* Per la tutela dei lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura attraverso un sistema sociale adeguato che
garantisca la continuità dei diritti nella discontinuità d’impiego, come nel resto d’Europa.

* Per proporre una nuova progettualità nella gestione dei Beni Culturali, che sostenga l’accesso alla cultura e ai
saperi, la produzione libera e indipendente, la sperimentazione, la formazione permanente, la qualità, i giovani talenti.

Lanciamo un appello a tutti i singoli lavoratori dello spettacolo, del cinema, del teatro, della danza, tecnici, maestranze,
artisti, operatori, stabili/precari/intermittenti, alle compagnie, agli spazi di produzione indipendenti. È tempo di
rivendicare con forza che il nostro è un settore vivo, che produce eccellenze e risorse economiche.

Chiediamo a tutti i cittadini, a tutti coloro che amano la cultura, che hanno attraversato il Teatro Valle come spettatori e
che sentono che i cinema, i teatri, i musei sono parte irrinunciabile della loro vita e della loro storia di unirsi a noi in questa battaglia.

È per far crescere un’altra concezione della vita e dell’arte, quella che mettiamo in scena quotidianamente, che vi
chiediamo di scendere al Valle.


Luciano Damiani: La rivoluzione della scena- Data : 05/02/2011

Per consentire al pubblico la conoscenza di una delle personalità più innovative e appassionate del nostro teatro, la Casa dei Teatri di Roma ospita, a partire dal 22 gennaio e fino a giugno 2011, gli incontri "Luciano Damiani: la rivoluzione della scena. Documenti di teatro - Teatro di Documenti".
Una testimonianza dell'idea e filosofia di teatro di Damiani, dinamica magica che continua a valere nel suo Teatro di Documenti "sintesi compiuta della sua idea di teatro: uno spazio luminoso, un labirinto di sale, scale, specchi, un teatro-tempio in cui la barriera attore-spettatore viene abbattuta". Il contributo che Damiani ha dato alla riforma del teatro - a partire dalla scenografia alla regia fino all'architettura teatrale - verrà approfondito dalla metà di marzo a fine giugno nella mostra che la Casa dei Teatri dedicherà all'artista.

L'iniziativa, ad ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili, è a cura di Associazione Teatro di Documenti.

Programma

* sabato 22 gennaio 2011 ore 10.30
Il teatro di Luciano Damiani: la rivoluzione della scena, la ricostruzione del mondo
a cura di Carla Ceravolo, scenografa e costumista, collaboratrice di Damiani, direttore artistico del Teatro di Documenti
* sabato 29 gennaio 2011 ore 10.30
La regia di Damiani: Il mosaico verbale
a cura di Danilo Gattai, attore e regista, assistente alla regia di Luciano Damiani
* sabato 5 febbraio 2011 ore 10.30
Archetipi e nuove frontiere delle tecniche scenografiche
a cura di Daniele Paolin, docente di scenotecnica all'Accademia di Belle Arti di Milano e Venezia

Casa dei Teatri
Indirizzo:
Largo 3 giugno 1849 angolo via di San Pancrazio - ingresso Arco dei Quattro Venti
Villa Doria Pamphilj - Villino Corsini
Genere:
incontro
Data:
dal 22 gennaio a giugno 2011
Orario:
10.30
Accesso:
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Telefono:
0039 06 45460693 - 0039 06 5744034 - contact center 0039 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00)
Sito:
www.bibliotechediroma.it
Organizzatore:
Associazione Teatro di Documenti
Promotore:
Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione - Biblioteche di Roma

www.culturaroma.it


"Studio per uno spettacolo divertente sull'anoress- Data : 04/02/2011

Venerdì 4 febbraio, ore 22, lo Spettacolo Vincitore del Bando Ingiusto "Studio per uno spettacolo divertente sull'anoressia",
con Carlotta Piraino e Claudia Loddo, a sostegno delle donne e delle loro battaglie.
Uno studio che mette insieme gli appunti per una ricerca.

La domanda è: che cos’è l’anoressia?

Stralci di interviste, pagine di giornali, canzoni e monologhi dolci e irriverenti, che aprono porte, sollevano domande e dubbi,
per dirci che l’anoressia è prima di tutto nella società,
e che si può “guarire”, tutti, cambiando strada.

2° appuntamento al FreeArtCafè con i "VENERDÌ VIVACI”, rassegna di teatro contemporaneo e non solo…! A cura dell'Associazione Culturale TERRE VIVACI
ENTRATA LIBERA CON OFFERTA “A CAPPELLO”
A FINE SPETTACOLO
Via delle Isole Curzolane 146


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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